fbpx
874 Views

Estate 2022

 

“Non ho mai visto una cosa simile in 90 anni di vita” – Lui è nonno Primo, non lo conosco personalmente ma è il vicino di casa della suocera mea bona dunque è di famiglia, perché si sa in campagna funziona così.. 

 

L’ Altro è un pruno maestoso, carico di frutti, sradicato dal maltempo di questi giorni che ha colpito il Lazio.

 

C’è qualcos’altro da aggiungere?

 

Forse si: e’ ora di darci una svegliata, io per prima!

 

 

 

 

E’ una calda giornata d’Agosto, con voce preoccupata Maria Grazia al telefono mi racconta l’accaduto.

 

Io penso a quanto sembri che questo non ci riguardi eppure non è cosi’.

 

Questo tempo balordo pensiamo, ma lo è davvero?

 

Esiste un ecosistema fatto di equilibri e noi inevitabilmente ne facciamo parte, ad ogni azione c’è una reazione.

 

Il sistema si “sistema” come crede sia meglio per lui, si adatta al cambiamento che noi abbiamo innescato e che ora noi subiamo senza nemmeno dolercene troppo.

 

Eppure guarda questa foto, sta tutto qui.. Un uomo e una pianta che negli anni hanno instaurato una relazione di cura e reciproco sostegno, anni di attenzione, anni di dialogo costante fatto di gesti senza parole interrotta bruscamente in un pomeriggio d’Estate mentre il cane di casa abbaia come mai aveva fatto prima e il mondo pare sottosopra.

 

Un albero sradicato non è solo un simbolo poetico da immolare all’altare dell’ ecofrendly ma bensì è la reale condizione in cui versano le nostre vite oggi.

 

E come è che non lo capiamo? E mi monta la rabbia!

 

Ma poi mi fermo e comprendo che semplicemente e drammaticamente quell’albero sradicato siamo noi..

 

Abbiamo reciso le nostre radici nelle pieghe del tempo, abbiamo abbandonato la campagna per necessità – certo – senza sapere però che questo ci avrebbe allontanato da noi  e – parliamoci chiaro – ci avrebbe allontanato da quell’istinto primario che vige dalla notte dei tempi: la preservazione della specie.

 

Solo noi abbiamo frainteso cosa significhi tutto questo, solo noi abbiamo pensato che avremmo avuto una vita più comoda spostandoci in città e lavorando nelle fabbriche nate dall’industrializzazione di inizio secolo scorso.

 

Gli altri abitanti del pianeta no, non hanno mai cercato di perseguire la comodità ma bensì l’adattabilità!

 

“Non è il più forte che sopravvive  (..), ma quello che adatta meglio a cambiamento” C. Darwin.

 

Così vediamo cinghiali fare il bagno nel mare e viti che anticipano la vendemmia senza mai cambiare le regole del gioco, perchè di questo si tratta, noi abbiamo preteso di cambiarle quelle regole e ora il banco non può far altro che rimetterci al nostro posto.

 

E quindi? Usum che domanda semplice dalla complessa risposta.

Siamo così contaminati nell’industrializzazione che pare impossibile un compromesso accettabile tra noi e il resto.

 

Ecco forse è da qui che bisognerebbe partire, guardarci come non separati dal resto, ritrovare quel senso di unione, di relazione così evidente negli occhi di nonno Primo e di cui noi ci siamo scordati.. 

 

“Ricorda” questo è ciò che gridano a gran voce le tribù  di tutto il mondo che resistono alla “civilizzazione”, ricorda che sei come un albero che affonda le radici nella terra, che sei parte della Terra, non un ospite poco pulito e con la modalità da parassita.

 

E’ tempo di ascoltare con attenzione, è ora che smettiamo di storcere il naso e relegare queste temi a chi viene visto come fricchettone nostalgico dei figli dei fiori.

 

La questione è molto più concreta di come appare e parla di te, di me, delle nostre origini, del nostro sangue delle nostre ossa, del nostro dna, parla di come funziona la vita su questa terra e se abbiamo perso il libretto di istruzione è il momento di ritrovarlo!

 

Cerca nei cassetti più nascosti dentro di te, riscopri cosa davvero è importante, necessario, riscopri il tuo istinto, il tuo senso di adattabilità.. E poi alza lo sguardo, torna a vedere che intorno a te c’è una maestra generosa che di darà tutti gli strumenti per ritornare a casa e manifestare la tua vera natura.

E’ in atto un cambiamento, è sotto gli occhi di tutti e tu bella donna spero ti adatterai senza accontentarti donando il tuo contributo prezioso!

 

Grazie Orietta per questa immagine arrivata come uno schiaffo in faccia che spacca il cuore.